Morvan e Francia

Nella categoria Viaggi di questo sito troverete diversi articoli che parlano dettagliatamente del Morvan e della Borgogna. Siamo tornati dopo tre anni e non avendo registrato novità interessanti, questa volta scriverò alcune mie fugaci impressioni sulla Francia e sui francesi. In assoluta fraternità ed amicizia.

Come altre volte ci è capitato di pernottare a Susa, dopo Torino, nella valle della Tav (a proposito, non abbiamo notato nemmeno un cantiere. E nemmeno nel versante francese). Abbiamo scoperto che Susa è una città romana, con molte vestigia che ce lo ricordano. Un Arco di Augusto, tratti di un acquedotto, un’arena ed altro.

Lungo la direttrice: Frejus, Chambery, Bourg-en-Bresse, Tournus, Chalon-sur-Saone, abbiamo notato molto più traffico rispetto ad anni precedenti. Forse il portato della forte ripresa produttiva che investe anche la Francia. Più traffico, ma anche leggermente più indisciplinato, sopratutto per quanto riguarda la velocità. Anche qua nessun controllore sulle strade, eccetto i velox.

Passare la galleria del Frejus costa 73 euro (andata e ritorno entro la settimana). La galleria è di circa 12 chilometri, ci si accorge di essere in Francia quando inizia a risplendere di bianco. Nel tratto italiano è nera come la pece.

La condizione del manto stradale è ovunque nettamente migliore che in Italia. Assai frequenti i cantieri per asfaltature e sicurezza. Lungo l’autostrada troppi caselli e anche qui difficoltà nell’accosto per pagare per i conduttori di camper.

Attraversando i piccoli paesi – lungo questa direttrice, sono la grande maggioranza – colpisce l’alto numero di cartelli con la scritta A VENDRE. Sembra quasi una intera nazione in vendita. Non è certamente così, ma anche da queste parti la proliferazione dei supermercati – quindi la concentrazione della rete distributiva – ha spopolato e impoverito le città. Ha prodotto grandi guai, forse ancor più che in Italia.

In Francia l’energia elettrica è prodotta dal nucleare per l’87 per cento. Poi 8-9 per cento di eolico e 4-5 per cento di solare.

Lo Stato tende a nascondere l’enorme problema delle sue centrali nucleari, giunte oramai alla soglia della dismissione per ragioni di sicurezza. Al momento hanno provveduto con una norma che noi italiani ben conosciamo, ossia, elevando per legge gli standard di sicurezza, ma non potranno continuare a lungo. Il problema è: cambieranno strada, come la Germania ha già fatto, oppure rifaranno le centrali? E dove metteranno le tantissime scorie? In ognuno di questi casi i costi saranno rilevantissimi ed esistono molti dubbi circa le risorse disponibili. Il tempo delle decisioni però stringe e la preoccupazione ascoltata è che per agire non si aspetti il primo disastro nucleare.

In Francia, quando vai dal medico di base o dallo specialista, gli paghi subito la parcella per intero. Poi chiedi parte del rimborso al sistema sanitario nazionale e il resto all’assicurazione privata, se l’hai attivata. E’ presente una penuria di personale sanitario e sopratutto medico; il ricorso a quelli stranieri è oramai un dato comune. Spesso i medici di base vengono sostituiti con medici in pensione.

Riguardo le istituzioni esistono tutt’ora le provincie (dipartimenti) elette dai cittadini e diverse forme di unioni dei comuni. Un dipendente su tre è statale.

In Francia, rispetto all’Italia, si notano in giro meno cani e più bambini.

Difficile parlare con un francese. Se non pronunci esattamente le parole, finge di non capire.

Della scuola francese ho solamente capito che nella campagna sono presso che generalizzate le pluriclassi (1 – 5 elementare). Che le medie durano 4 anni. Alle superiori gli alunni di campagna vengono ospitati nei collegi.

Nel Morvan, Mitterand – che era di quelle parti – istituì il Parco regionale del Morvan. Lo fece nel tentativo di risollevare le sorti economiche assai depresse di quella regione francese. Purtroppo Mitterand se ne è andato e con lui il suo sogno.

La principale fonte di reddito del Morvan sono la coltivazione degli alberi di Natale e il prato-pascolo per mucche da carne. Poi, i pensionati. La sua vera ricchezza è l’ambiente (il verde, le foreste, l’acqua). Non hanno ancora trovato la molla per spostare i parigini nei fine settimana e nei periodi feriali. Il problema è che appaiono seduti. Forse non ci vorrebbe molto ad attrezzare il territorio alle esigenze degli esausti parigini. Il Morvan sarebbe il paradiso per chi ama andare a piedi, in bici, in acqua. Sarebbe il paradiso del plein air. Ma chi dovrebbe pensarci? I sindaci appaiono conservatori e ragionieristici, i giovani – appena possono… .

La regione del Morvan è sicuramente un paradiso per i raccoglitori di funghi. I porcini li chiamano cepes.

Le temperature sono più nordiche che mediterranee, quindi gli orti – secondo i nostri parametri – stentano. Curioso vedere le piante di pomodoro che nel tentativo di farli virare verso il rosa, le defoliano completamente.

La baguette (sfilatino di pane) è un mito francese. E’ connaturata alla persona. La portano in tutti i modi, anche sottobraccio. La conoscevamo gustosa e croccantina. L’abbiamo trovata un poco collosa. Forse è entrato in funzione il micro onde.

Una buona virtù dei francesi è costituita dall’attenzione verso il turismo. In ogni minuscolo lembo di terra o paese vengono presentate le cose da vedere, da acquistare, con strutture di accoglienza ben diversificate e attente alle esigenze di tutti. Non fanno gli schizzinosi, nemmeno con i camperisti. C’è spazio e ospitalità per tutti.

Di ritorno ci siamo soffermati per la notte a Yenne, sotto il passo del Diavolo, prima di Chambery. La cittadina ha una storia antica ed è molto curata, da vedere (però arrivate in tempo perchè alle 18 è tutto chiuso). Per i camper parcheggio libero nei paraggi della stazione degli autobus. Molto bella la lunga piazza e il corso principali, ingentiliti e movimentati da un piccolo canale di acqua.