Piazza Discordia

Castel Bolognese - Piazza Bernardi

Il consigliere comunale di opposizione Mattia D’Ambrosio afferma che “l’obiettivo della riqualificazione della piazza Bernardi, sarebbe buono… “. Senza volere eludere altri aspetti posti e senza volere strumentalizzare, da concittadino, colgo questa affermazione con favore. Un’affermazione che vorrei rafforzare con alcune argomentazioni.

1. Tutte le piccole città aspirano a ricavare una fonte di reddito dalla qualificazione delle reti commerciali, dalla valorizzazione dei loro patrimoni culturali e storici, pur piccoli che siano, dalla valorizzazione delle tradizioni, della buona cucina e dei buoni prodotti della loro terra. Offrendo tutto ciò a quella schiera di turisti, in aumento, che fa della particolare vivibilità dei piccoli centri, il gradimento delle proprie piccole vacanze. Penso quindi che, anche a Castel Bolognese, una bella piazza e un bel centro storico, assieme allo spostamento del traffico massivo, possano essere una leva concreta per avere una rete commerciale (negozi, strutture per l’accoglienza, ristoranti) di maggiore pregio e attrattiva.

2. Credo non sfugga a nessuno che, lavorare per questi obiettivi, significa operare per avere nuove occasioni di lavoro per le donne e i giovani e per consolidare e rafforzare il tessuto economico di Castel Bolognese, oggi basato essenzialmente sull’agricoltura (in pesante difficoltà) e sulle attività manifatturiere. Significa anche avere una città più vissuta, coesa e partecipata. Quindi un maggiore benessere per tutti (naturalmente se la politica riesce a governare gli strumenti, anche locali, della redistribuzione).

3. Ritengo che, se si pensa anche a questi aspetti, il consigliere D’Ambrosio possa forse convenire di spostare un un poco più in alto sulla scala delle priorità quest’opera.

4. Mi rendo conto come il problema del finanziamento, visto le norme del patto di stabilità e i tagli del governo, sia notevole. Una strada da sondare potrebbe essere quella che a realizzare l’opera fossero i privati, nell’ambito delle nuove norme regionali che regolano gli strumenti urbanistici in vigore. Mi riferisco al Piano Strutturale Comunale e al Piano Operativo Comunale che comprendono la così detta leva perequativa in base alla quale, con gli Accordi di pianificazione fra comune e privati, il privato deve rendere al pubblico parte del beneficio del suo investimento. Chi volesse avere maggiori ragguagli su questo argomento, certamente complicato, ma possibile e già messo in campo in molti comune della regione, può leggere Psc, Poc, Rue pubblicato nel sito poco tempo fa.

5. Penso che sul tema della riqualificazione della piazza, certamente vista nel contesto della riqualificazione del centro storico – quello entro le vecchie mura -, sarebbe utile un confronto sereno e partecipato di tutte le forze politiche, fuori da schemi di litigiosità . Avere un centro storico gradevole, con al suo centro una bella piazza, è visto sicuramente con favore da tutti i cittadini, di destra, di centro e di sinistra. Quindi, sarebbe utile, così come per la circonvallazione, unire le forze e puntare al sodo.