Seminati i fagiolini

Il melo

Il ciliegio

(6 aprile) Con l’arrivo della primavera il problema dell’orto sono le erbe infestanti. Dall’odiata gramigna, che comincia a germogliare, ai non ti scordar di me, passando per lo spione, le lingue di cane, il tarassaco e decine di altre varietà di cui non conosco il nome. C’è poco da fare, ci vogliono la zappa e la zappetta. La mia zappa è lucida, consumata, perennemente smanicata. Usarla è un tormento, ma si deve. Dicono che l’orto vuole l’uomo morto. C’è un pò di esagerazione, ma l’orto richiede tanto lavoro manuale e una costante assiduità. Se le piante vengono curate, ti sorridono; se le trascuri ti abbandonano.

 

Semine. Oggi è stato il giorno dei fagiolini. Tanti fagiolini. Li semino a buchette, sei – otto semi per buchetta (40 cm fra le buche, 60 cm fra le fila). Si dice che i fagiolini, così come i fagioli, una volta messi a dormire nella buchetta, devono vedere la luna. Significa che sopra vogliono solo un velo di terra (non più di un cm).

Ho messo a dimora anche tre piante di zucchine (quelle che avevo seminato e fatte crescere fra i doppi vetri di casa). Siamo in anticipo sulla stagione; il tentativo è di farle maturare prima. Siccome richiedono caldo, ho coperto le piantine con una capannina di nylon, lasciando aperto un piccolo pertugio.

Pollaio. Avevo ancora un pò di tempo e allora ho sanitizzato il pollaio con la creolina (mamma che cattivo odore). Domani arriveranno dieci nuove ospiti, destinate, dopo tre mesi di campagna, al consumo familiare. Nella previsione di questo evento, ho fatto il bagno a gallina Giacomina II. Domani al ricevimento deve essere bella.

Il giardino dei frutti. Sono in piena fioritura i ciliegi, il pero volpino, adesso anche i meli con bellissimi fiori rosati.