Una centrale a biomasse anche a Roncalceci

Ieri la stampa locale ci ha informato della volontà di un’azienda di trasporti della provincia, di volere mettere su una centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica, a Roncalceci. Anche questa, dopo la centrale di Russi, dovrebbe bruciare pioppi che, immagino, dovrebbero essere coltivati nel raggio di 70 chilometri (filiera corta).

Mi chiedo quanti pioppi dovremo impiantare in questa provincia che un tempo si vantava di produzioni frutticole e vinicole di ottima o buona qualità, ad alto tasso di occupazione e a discreto reddito? Ma siamo sicuri? E perchè i contadini dovrebbero piantare nelle loro fertili terre dei pioppi che pare rendano, al massimo, 500 euro ad ettaro? E se anche così fosse, è tutto quì lo sforzo che siamo capaci di fare per rilanciare l’agricoltura?

Spero che qualcuno voglia rispondere a questi quesiti. Intanto, ho letto che i cittadini di Roncalceci e paraggi comincino a rumoreggiare. Dicono di volerci vedere chiaro sulla centrale.