La bellezza dell’orto

Non sono un fanatico della decrescita felice, ma rispetto molto quel punto di vista. Lo rispetto e lo interpreto, applicandolo alla cura del mio orto e ai suoi riflessi nell’alimentazione.

Penso che avere a disposizione poca terra per coltivare un orto, sia una fortuna e un piacere. Per quello che l’orto può dare nell’aiutare a mantenere sano il corpo e la mente. Per l’importante contributo che fornisce all’economia familiare.

Queste sono anche le ragioni per le quali da assessore ai Servizi Sociali, mi impegnai, assieme a tutta la giunta, per mettere a disposizione delle famiglie castellane, non necessariamente dei pensionati, cento nuovi orti. Un progetto realizzabile in poco tempo, dato la disponibilità che il comune aveva del terreno. Un progetto che spero chi mi è succeduto voglia concretizzare.

Coltivare l’orto è molto semplice perchè il miracolo lo compie la terra. Certo bisogna avere qualche riferimento, conoscere qualche nozione. Ma le operazioni decisive sono due: dissodare il terreno e gettarvi qualche seme. Io non seguo criteri cosidetti scientifici che, addirittura, credo non esistano, tante sono le variabili possibili. Mi baso sulla cultura tramandatami oralmente dai familiari, dall’osservazione di ciò che fanno gli altri, dall’esperienza che man mano maturo.

Mi sono detto che se piace a me coltivare l’orto, forse potrebbe piacere anche ad altri. Siccome non mi costa nulla, ho pensato di usare questo sito per raccontare l’orto. Nel senso di esporre le operazioni che quasi giornalmente vi compio, compreso la cura della sua appendice, costituita dal giardino dei frutti. Sì, perche vicino all’orto dispongo di un altro piccolo appezzamento di terreno dove da alcuni anni metto a dimora diversi alberi da frutto. Al momento stanno crescendo: otto viti di uva da tavola, otto ulivi, un melo cotogno, un pero volpino, due noci, due ciliegi, un nocciolino, un nespolo, quattro peschi, due cachi, quattro albicocchi, due meli, due prugni, cinque kiwi, un melograno.

Informo che nei lavori sono coadiuvato da gallina Giacomina, ma anche da una famigliola di ricci, da alcune biscie, da innumerevoli talpe, da tanti uccelli, da un gatto che ogni mattina fa il suo giro, e tutti debbono mangiare. Insomma, sono circondato da un curioso, bellissimo microcosmo.

Dicevo, raccontare l’orto. Lo farò (finchè ne avrò voglia), con note nel sito che catalogherò nella categoria L’orto e nelle sottocategorie indicate dai mesi dell’anno, dove esporrò il lavoro che giornalmente svolgo. L’ultima sottocategoria si chiama “Vademecum” e contiene una raccolta di schede specifiche utili a chi coltiva un orto.