Centrale di Russi, cittadini e associazioni in campo

A proposito della costruzione di una centrale a biomasse a Russi, è giunto il testo di una petizione promossa da cittadini e Associazioni. Riporto le informazioni salienti.

Si tratta di un progetto del 2007 che dovrebbe realizzarsi nel sito dell’ex Eridania (zuccherificio) di Russi. “L’impianto sarà autorizzato a bruciare  270.000 tonnellate di legname cippato di pioppo per il cui trasporto necessitano 11.000 camion,  con una grave ricaduta negativa sul traffico  e sull’inquinamento dell’aria. La legge italiana prevede purtroppo che fra le biomasse sia ricompreso anche il combustibile da rifiuti.  E’ sufficiente che le biomasse siano il 51% di ciò che viene bruciato. Nel progetto stesso è prevista la possibilità che se non sarà reperibile legname, su richiesta dell’azienda Power Crop che gestirà l’impianto,  la Regione potrà concedere una deroga per bruciare “altro”. La centrale costerà 120.000.000 di euro in gran parte stanziati dalla Comunità Europea. Attorno alla centrale si prevede si creino circa 100 posti di lavoro.

Se non ci sarà legname sufficiente per la combustione, afferma il comitato, ” chi potrà impedire che venga autorizzato in questo impianto la combustione dei rifiuti? Chi avrà il coraggio di spegnere una fabbrica costata così tanto e licenziare 100 persone? Le conseguenze negative sulla salute della popolazione saranno pesanti. Anche a funzionamento ottimale la centrale emetterà 2.000.000.000 (due miliardi) di metri cubi di fumi nei quali ci saranno 125 tonnellate di Ossido di Azoto, tonnellate di ossido di zolfo, 23 tonnellate di polveri sospese tra le quali le pericolose PM10 e PM 2,5 che entrano nei bronchi, tonnellate di monossido di carbonio…Inoltre picogrammi di diossina, se la combustione non sarà perfetta, se cioè, ad esempio, verrà bruciato legno troppo verde o rifiuti. La diossina è cancerogena e teratogena (provoca mutazioni genetiche), non si degrada, ma si accumula sul terreno e sulle piante.

Al momento non risulta che esistano così tanti pioppi nel raggio di 70 km  (questo sarà  il  bacino di approvvigionamento che si vorrebbe imporre alla Power Crop)…. Allora si teme che la centrale acquisterà il legname lontano. Infatti la Power Crop ha già siglato un accordo nazionale con Consorzi Agrari e Confcoltivatori per approvvigionarsi da una filiera lunga di ben 300 chilometri. Si teme che il legname possa venire anche dall’estero (alcune centrali in Italia comprano legname dalla Polonia e diventa molto difficile controllare che sia legno vergine. Spesso si tratta di legno trattato, verniciato, contenente inquinanti, colle, e quindi bruciando  emette gas tossici).

Esiste un’ ampia e varia letteratura scientifica in campo medico che ha evidenziato la correlazione fra la presenza di inceneritori e aumento dei tumori, leucemie, disturbi alla tiroide, malattie respiratorie. Non e’ stato fatto alcuno studio sulle ricadute sulla salute dei cittadini sottoposti a questi inquinanti.

In Provincia di Ravenna si produce già troppa energia elettrica tanto che viene esportata. Quindi che senso ha inquinare per produrre 30 MW in più che potrebbero essere ottenuti con un impianto di fotovoltaico di 60 ettari senza emissione di sostanze nocive nell’aria locale.

Questa “centrale sarà tra le più grandi d’Italia (30 mw). Sia la Comunità Europea che la regione Emilia Romagna che la provincia di Ravenna per “centrali a biomasse” intendono piccole centrali da 1 mw che utilizzino scarti, potature, presenti sul territorio e da filiera corta attorno alle aziende agricole. Questa di Russi non rientra in questi criteri”.

In alternativa alla centrale a biomasse, il comitato di cittadini e associazioni propone che si realizzi “un impianto di biogas da barbabietole, o bioetanolo da sorgo e mais, che darebbe lavoro a molti contadini e creerebbe più posti di lavoro senza inquinare, o  altri stabilimenti industriali con meno impatto ambientale…”

Il comitato chiede “che la regione Emilia Romagna, la provincia di Ravenna, il comune di Russi sospendano ogni decisione in sede di Valutazione dell’Impatto Ambientale (prossima rinione a metà febbraio 2011) ed aprano una discussione ed una informaziopne democratica con i cittadini di Russi, Bagnacavallo e di tutti i paese interessati dalla nube emessa da questo impianto – circa 30.000 persone – che hanno il diritto di sapere e di decidere sulla loro salute.”

A conclusione del documento si afferma che “Allo stato della procedura le associazioni e i cittadini sottoscritte bocciano la centrale di Russi.”