Quando si dice in mezzo

Il piazzale Roma a Castel Bolognese si è arricchito di un nuovo arredo: una mini discarica per rifiuti con annessa campana per la plastica, ben evidenziata da una robusta barriera su tre lati. Quello che era seminascosto vicino al torrione è stato così messo in bella mostra.

Solitamente le piazze, anche se adibite a percheggio, vengono arredate con un monumento, una fontana, degli alberi, delle aiuole. Proprio in quel punto, un progetto di ristrutturazione del centro storico di Castel Bolognese suggeriva di creare una continuità delle alberature presenti su tre lati del paese per ricreare l’idea delle mura del vecchio castello. Certo, possiamo sempre sperare che un eccentrico critico giudichi questo arredo un’opera d’arte, allora dovremo dare una medaglia all’inventore; ma se ciò non accadrà, temo che molti cittadini individuerranno quella cosa come una bruttura, un pò come il gazebo di piazza Bernardi.

Four di metafora, quella costruzione impedisce la visuale a chi entra nel parcheggio da sud, ma sopratutto a chi esce. Crea una oggettiva situazione di pericolo che, credo, i vigili urbani non potranno non rilevare. Non solo, elimina posti di parcheggio, preziosi nel giorno di mercato e molto ambiti dalle persone anziane, dopo che già tanti ne sono saltati a seguito della collocazione (a suo tempo decisa in via temporanea) delle bancherelle di piazza Borghi. Senza mettere in conto la felicità degli operatori dello spettacolo, quando dovrà essere costruito il parco giostre di Pentecoste.

Spero che quella scelta sia al più presto rivista nell’ambito di un nuovo modello di raccolta dei rifiuti che preveda la raccolta porta-a-porta (così come dovrebbe avvenire in una ipotetica città ideale). Con la logica conseguenza di eliminare l’impatto derivato da campane e cassoni vari, di non avere più mastodontici automezzi che creano danni alla viabilità, di avere una città più bella, come un tempo si voleva e come spero possa avvenire in futuro.