La podistica dei ciccioli

E’ mai possibile? Si va a camminare per calare 20 grammi di peso; quando arrivi, tutto sudato e trafelato, come premio ti danno quattro etti di ciccioli. E’ quello che mi è capitato stamane a Bagnacavallo. Per carità, i ciccioli sono sicuramente buonissimi, di premiata  ditta, ma pur sempre si tratta di grasso di animale compresso. Può capitare anche di ricevere panettoni, pandori, salsicce, uova di cioccolato, pastine di vario tipo. Insomma, tanta roba che aiuta a … restare in forma.

Fuor di scherzo, io penso che chiunque promuova un’iniziativa di carattere pubblico, di qualsiasi portata, dovrebbe pensare anche ai famosi “contenuti”. Ho sempre vissuto con la fissa dei “contenuti”. Deriva probabilmente dalle mie idee di libertà, equità, solidarietà, servizio e dalla mia esperienza di vita. Dovrebbe pensarlo, principalmente in ragione del fatto che gode di qualche privilegio, piccolo o grande che sia. Avrà uno sponsor, oppure un patrocinio; utilizzerà uno spazio pubblico. Accade quasi sempre. Chi è posto in questa condizione, dovrebbe avertire il senso etico di dare qualcosa. Cosa? Potrebbe essere che, siccome si tratta di qualcuno che si rivolge a molti, sviluppasse una, seppur modesta, funzione pedagogica, ossia, cogliesse quell’occasione per proporre qualcosa di utile. Nella fattispecie delle manifestazioni podistiche: potrebbero essere meglio indirizzate, ad esempio, verso un ragionamento di attività fisica corretta e di mangiare sano, per vivere meglio.

Comprendete come la podistica dei ciccioli sia stata solo un pretesto per proporre un argomento di carattere più generale che fa fatica ad affermarsi. La sostanza di questo ragionamento è, come avrete ben capito, che in ogni caso di utilizzo piccolo o grande di un bene o di una risorsa pubblica, quindi di tutti, un piccolo beneficio, materiale o immaterale che sia, deve andare a tutti. Questo purtroppo, forse non si è fatto in modo adeguato. Sia, se guardiamo alle centinaia di patrocini che tutte le amministrazioni pubbliche concedono, che, se vogliamo guardare più su, nel caso dei cambi di destinazione d’uso dei beni immobili con ingentissime rivalutazioni patrimoniali che i vari enti, nei decenni, hanno autorizzato.