Santa Maria della Misericordia

Castel Bolognese - Chiesa di Santa Maria della Misericordia

Dobbiamo essere grati all’Associazione culturale Pietro Costa per avere riportato alla luce il ricordo della chiesa di Santa Maria della Misericordia, opera dell’architetto Cosimo Morelli. Alcune sere fa ho partecipato ad un incontro che aveva lo scopo di ricordare che esiste a Castel Bolognese un bene architettonico di grande valore, dimenticato dalla comunità e non adeguatamente valorizzato. Le persone presenti, che fanno parte del mondo della cultura e della ricerca storica castellana, hanno mostrato stupore e interesse al tema proposto. Stupore dovuto al fatto che l’ultimo momento di interesse pubblico creato attorno all’argomento risale a quasi trent’anni fa, quando una brillante studentessa in architettura promosse un approfondito studio sull’area, rimasto poi lettera morta. Interesse ad essere parte attiva di un progetto volto a riportare alla luce questo tema e a contribuire alla valorizzazione dello storico manufatto.

Si sono ascoltate tante idee. Da chi vede la chiesa come auditorium comunale, “visto che Castello non ha più l’auditorium” ha chiosato qualcuno, a chi ritiene lo spazio adatto ad ospitare le opere del concittadino Biancini, dedicandovi un museo. L’aspetto più interessante è consistito nell’avere collocato lo spazio chiesa, di pregevole valore architettonico in se, nell’ambito dell’area urbana che contiene lo storico palazzo prospiciente, la sua corte e l’ambito che si affaccia su via Pallantieri, oltre ai locali dell’ex centro culturale polivalente. Il tutto, parrebbe un insieme meritevole di un progetto particolareggiato di recupero urbano. Siccome pensare non costa nulla, non sarebbe male che la comunità castellana riflettesse su questo aspetto. Casomai per portare l’idea in Regione; “tanto per mettere qualcosa avanti” come ha detto una persona presente che ha lasciato una positiva impronta in questa città. E’ stato poi detto come sarebbe importante collegare in modo organico tutti i punti di interesse storico-culturale presenti nella nostra città ed offrirli in una visione di insieme. Io concordo molto con questa affermazione conscio che la somma dei tesoretti esistenti, offerti come si deve, possono costituire un elemento di notevole interesse per tutte quelle persone che fanno della vivibilità dei piccoli centri, un elemento di attrazione turistica.

In conclusione si è proposto di lavorare per mettere in piedi un evento che, a partire dall’ottimo lavoro di ricerca di trent’anni fa, riporti l’argomento alla luce dell’interesse dell’opinione pubblica e degli amministratori della città.