Consumo del territorio

Val Gotres - Paesaggio

In questi giorni ho camminato in lungo e in largo per paesi e campagne a nord della via Emilia nella nostra provincia. Come sempre, quando cammino, osservo. Ho visto città e frazioni che, negli ultimi anni, si sono estese molto, a macchia di leopardo, senza un apparente criterio comprensibile, consumando tantissimo territorio. Ho visto i nuclei originari di piccole frazioni invecchiati, come fossero in disuso. Con molte abitazioni semicollabenti, case e botteghe vuote, tanti cartelli di affito o vendita.

Nella campagna attorno ai vecchi nuclei delle frazioni, sono sorte moltissime, anonime, nuove case. Non grandi, con abbastanza terreno attorno; con tanti appartamenti abitati da una persona, altri da famiglie. Perecchie non abitate. Ai lati, nuove case e palazzi in costruzione. L’idea a prima vista è quella della pratica di una politica urbanistica che nulla o poco ha a che vedere con il territorio, con l’ambiente, con il bello. Per non parlare dei condomini di campagna.

Dobbiamo riconoscere che gli amministratori castellani, negli anni, hanno saputo respingere queste tendenze. Oggi Castello è un paese compatto, poco esteso, che si è sviluppato con un certo criterio, che ha avuto attenzione al suo nucleo abitativo centrale, che non ha allargato le frazioni (salvo qualche schizzo). Si parla di unione intercomunale del settore urbanistico. Se ne parla come di una decisione già presa. Scelta questa che consiglierebbe cautela e discussione approfondita, come minimo. Anche perchè occorrerebbe capire quale sarà il futuro modello urbanistico di riferimento.