I Mangiari di Romagna

Ogni tanto mi capita fra le mani un vecchio libro di cucina che conservo come una reliquia. Titola “I mangiari di Romagna“. Edito da Guidicini e Rosa di Bologna, è stato scritto da Quondamatteo, Pasquini e Caminiti. E’ stato scritto nel 1960, la mia edizione è del 1975. Volevo regalarne una copia, ma è introvabile. Vi dice qualcosa?

Le ricette, in buonissima parte oggi sconosciute, se non da qualche anziana azdora, segnano una storia: la storia della Romagna campagnola e di mare della prima metà del secolo scorso. I tratti che le caratterizzano sono la semplicità, la manualità e l’occhio di chi cucina, gli ingredienti naturali della nostra terra.

Fra queste ricordo “l’omid ad castron”, ovvero, lo stufato di castrato e pecora. Una ricetta di un tempo, suggerita da Giuseppe Badiali, un vecchio mugnaio castellano che amava assaggiare il piatto unito al gusto della poesia dialettale.

D’accordo, si tratta di un piatto per stomaci giovani e forti, ma una volta ci può stare. Ma perchè ne parlo? Leggete il prossimo articolo.