Tredici morti

Campagna della provincia di Torino

Campagna della provincia di Torino

Con la sciagura di ieri a Santa Lucia, sono tredici i motociclisti morti in incidenti stradali in provincia di Ravenna dall’inizio dell’anno. Si tratta di un tributo pauroso di sangue e di dolore, purtroppo non casuale, ma che ha padri e madri. E’ incredibile come non si faccia nulla per tentare di porre rimedio a questo stillicidio.

Da utente della strada posso ritenere che le cause siano multiple, ma tutte ben individuabili e correggibili. Innanzitutto lo stato di pessima manutenzione delle strade, sia per quanto riguarda il manto stradale, che la segnaletica di cui nessun ente più si cura in modo adeguato. Si dirà che non ci sono i soldi. E’ vero, ma questo non può diventare un luogo comune o, peggio, una deresponsabilizzazione da parte di chi ai vari livelli si occupa di strade. Ad esempio, esiste una legge che dispone che i proventi delle multe vadano investiti in sicurezza. Quanto questa norma viene rispettata e fatta rispettare?

Naturalmente parte di questi incidenti derivano da responsabilità di utenti stradali non in moto, ma quello che più balza agli occhi e che, probabilmente è una causa di rilievo di queste tragedie, è, dispiace dirlo, l’indisciplina di molti motociclisti e la mancanza di rispetto di alcune regole basilari del codice della strada. L’elusione dei divieti di sorpasso con il superamento delle linee di mezzaria della sede stradale e il superamento dei limiti di velocità, che spesso impedisce a chi si immette dagli accessi laterali di non avere l’esatta percezione della distanza della moto, sono sotto gli occhi di tutti.

Mi chiedo perché le tante polizie (Urbane, Stradali, Provinciali, ecc.) che, per dovere, lavorano sulla strada non affrontino meglio questa situazione, intervenendo  sugli eccessi sempre più evidenti? E’ possibile che nessuno, o quasi, si occupi di controllare e moderare gli eccessi di alcuni motociclisti, così, come purtroppo da tempo avviene, con gli automezzi pesanti?