Visita nella Foresta Nera, la Germania che non ti aspetti (2)

Della nostra visita in Germania mi rimangono nella mente tante cose di cui desidero rendere partecipe chi pensa di fare un viaggio da quelle parti.

Friburgo - I canalini

Friburgo - I canalini

Inizio dal paesaggio. E’ molto bello, fatto di dolci colline, di verde campagna e di grandi foreste. Gli ambienti più belli sono le valli e i fiumi che le solcano. Le città, generalmente cotruite sulle rive dei fiumi, traggono da essi vita e decoro. Le città non bagnate dai fiumi sono lambite da canali che ne cosituiscono elementi di arredo. Ecco, l’acqua. Per i tedeschi credo sia molto imporante. Con essa abbelliscono le loro città, si pensi ai canalini presenti in talune strade e piazze dei centri storici; ci giocano con le tante fontane animate, la sfruttano per ricavarne energia anche in piccola quantità.

Siamo rimasti stupiti dal senso di rispetto e di ospitalità dei tedeschi. Se ti vedono in difficoltà, ti indicano la strada, quando non ti accompagnano. Mi ha colpito una donna in carozzella che, davanti alla cassa del supermercato, ha chiesto a Marisa di allungargli il portafoglio dalla sua borsa. In un piccolo paesino dove eravamo in sosta per la notte, un signore si avvicina e con parole sue mi invita a dagli una mano per riporre un attrezzo nel suo magazzino. Certo, se ti fermi e metti la bici di traverso nella pista ciclabile il primo che passa ti fa notare che così non va bene.

Gutach - Relax in pista

Gutach - Relax in pista

Le piste ciclabili sono parte integrante del loro sistema di mobilità. Sia in città che in campagna. Con la bici vai pressochè ovunque, in sede protetta. La viabilità è molto curata, così come la segnaletica, specialmente quella a terra. Hai la sensazione di essere costantemente preso per mano e accompagnato. I centri storici sono caratterizzati da ampie zone pedonalizzate. Le vie di comunicazione urbana sono organizzate sulla base del concetto di moderazione del traffico, ossia: tantissime rotonde, disassamenti e restringimenti della sede stradale, autovelox. Nei quartieri sono generalizzate le “zona 30” riassumibili nei concetti basilari: gioco libero e auto ospiti.

Le città sono belle perchè curate nel loro arredo, sia pubblico, che privato. Tanto verde, tanti giardini e parchi, tante aiuole fiorite. Ma ciò che anche in Germania colpisce, come del resto in  altri paesi del nord Europa, è la cura che le persone hanno dell’abitazione in cui vivono. E’ sorprendente come agghindino porte e finestre. I mille oggetti che creano per abbellire i loro piccoli giardini. I tanti fiori che coltivano con cura.

Wolfach

Wolfach

Mi è parso chiaro come la cura delle città sia alla base della loro politica turistica. A partire da questo elemento, offrono quello che hanno, opportunamente valorizzato. Evidentemente le loro amministrazioni considerano importante per le economie locali l’apporto che il turismo può dare. Piccolo o grande che sia. A me pare una scelta molto intelligente, che anche i nostri comuni dovrebbero perseguire. Sono rimasto sorpreso nell’assistere al grande battage pubblicitario alla fiera del Turismo di Friburgo. Erano in campo alcuni lander, ognuno dei quali promuoveva le proprie specificità. Tantissimo materiale ed effetti speciali in tre-quattro lingue, italiano escluso. Questo mi ha deluso. Forse i tedeschi dovrebbero ripensarci.

In diverse città abbiamo partecipato alle loro feste popolari. La più bella a Friburgo. In genere il cuore delle feste è la piazza, arredata di un palco dove si esibiscono i vari gruppi locali, con tanti tavoli e panche coperti da tende, con i gazebo delle associazioni locali che vendono bevande e generi alimentari. Non si fa uso di plastica, le bevande vengono servite nel vetro, il cibo nei piatti di ceramica o nella carta. Per le bevande, al primo giro paghi anche il vuoto. Alla fine ti restituiscono la cauzione, ma se il bicchiere ti piace, puoi anche portarlo a casa. Il clima è di grande e crescente allegria. La birra è ottima, anche diversi prodotti alimentari sono assai buoni. Ricordo una gradevolissima pizza confezionata sul posto, che stiamo cercando di copiare: si chiama flammkuchen.

Kenzingen

Kenzingen

Anche in Germania si incontrano personaggi che parlano delle storie del paese. C’è chi arreda la propria casa con i simboli della contestazione; chi appende alla propria auto messaggi contro le centrali nucleari; chi disegna nei muri falce e martello. Abbiamo incontrato anche un figlio dei fiori. Questa la scena. Siamo fermi per la notte. Parcheggia dietro noi un vecchio Westfalia. Esce un ragazzone e comincia ad armeggiare allo sportello del suo mezzo. Capelli lunghi, barba incolta, fascia a colori nei capelli, camicia a fiori, panta corti. Gli andiamo incontro, naturalmente ben disposti. Ci spiega che sta tentando di riparare un piccolo guasto. Nel concitare di un dialogo molto difficile, butto l’occhio dentro al mezzo. Sotto al sedile del posto di guida scorgo, ben riposto, venti centimetri di lama riferibile ad un coltellaccio da cucina. Restiamo un pò sopresi, ci pare esagerato per sbucciare la mela. Ci accomiatiamo con tutti i riguardi e i saluti del caso.

Abbiamo visto tanti cani. Non come da noi, ma tanti. Non abbiamo notato un escremento di cane. Nessun divieto, tantissimi distributori di sacchetti, anche in campagna, ma sopratutto educazione e senso civico.

Desta sorpresa il fatto che almeno una casa su tre abbia istallato sul tetto i pannelli solari: nessuno a terra. Mi ha stupito anche la coltivazione della vite, molto estesa in alcune località e la presenza di tanti alberi da frutto, particolarmente meli e prugni. Con tante famiglie che vendono i loro prodotti col fai da te. Dispongono su piccoli banchi i sacchetti colmi che puoi prendere, inserendo in una cassettina il dovuto.

Stegen - Paesaggio

Stegen - Paesaggio

Penso che in Germania, almeno quella che abbiamo visitato, non si faccia confusione fra il giorno e la notte. Il giorno è per il lavoro e lo svago, la notte per il riposo. Più o meno la vita è scandita da questi tempi: dalle sette del mattino si va al lavoro, intorno alle nove aprono le botteghe. Verso le quattro del pomeriggio le piazze, i parchi e i bar si animano. Alle sei di sera chiudono le botteghe, verso le otto chiudono i bar, poco dopo i ristoranti. Dalle nove di sera cala il silenzio.

In molti paesi, sopratutto visitando le chiese, abbiamo visto le foto della guerra. Città interamente distrutte dai bombardamenti. Città risorte in breve tempo. Nessuna celebrazione di quegli eventi. Hanno duramente pagato per le colpe dei loro governanti, si sono rimboccati le maniche, hanno ricostruito in fretta le loro città e hanno guardato in avanti. (fine)