Zanzara tigre e rumori notturni, proposte

images[2]Protesta. Sono appena tornato dalle ferie. Da alcuni giorni mi faccio massacrare dalle zanzare tigri. Come un mese fa, come due mesi fa, come tre mesi fa. Con 35-40 gradi, sono costretto a portare pantaloni lunghi, calzini, maglie o camicie a maniche lunghe. Due giorni fa dietro casa, ho lavorato in mezzo ad un nugolo di zanzare inferocite e voraci. Con tante mosche di contorno. Ho la casa piena di prodotti contro queste zanzare: piastrine, candele, racchette, veleni vari. Ne uccido almeno dieci al giorno, ma nulla da fare. Evidentemente, nell’ambito del mio vicinato c’è qualcuno che le coltiva con ristagni di acqua. Ho chiesto in giro. Qualcuno non viene punto (forse è questione di sangue), tanti soffrono … in silenzio.

Proposta. Tutti ormai sanno che per debellare queste zanzare occorre fare la prevenzione: tutti debbono collaborare eliminando i ristagni di acqua, curando siepi e giardini. Molti, purtroppo non lo fanno. C’è un’ordinanza del sindaco che ci obbliga a determinati comportamenti. Si potrebbe farla rispettare. Si potrebbe dire pubblicamente quanti controlli sono stati fatti fino ad ora (mi riferisco alle aree private), quante inadempienze sono state verificate, se sono state elevate multe. Parrebbe poi opportuno un minimo di strategia per affrontare nei prossimi giorni il previsto periodo di maggiore acutezza del fenomeno e anche di continuare e rilanciare il lavoro degli scorsi anni volto ad una sensibilizzazione e ad un’azione coerente e continua nel corso dell’anno.

porta-porta[1]Protesta. Fa un caldo della miseria. Molti riescono a riposare nelle prime ore del mattino. Ma ecco che arriva il camion del pattume con tutto il suo frastuono. Questa mattina erano le 3,45. Brusca frenata, ripetuto sbattimento del cassone, forte accelerata, coro dei cani del vicinato. Veramente un dolce risveglio per chi dorme con le finestre aperte.

Proposta. Si potrebbe chiedere ad Hera di rispettare il diritto al riposo dei cittadini, modificando l’orario di svuotamento e di lavaggio delle mini discariche. Si potrebbe poi affrontare il tema di una nuova modalità di raccolta dei rifiuti, puntando sul differenziato e sulla raccolta porta a porta. Come in tutti i paesi civili d’Europa e come ormai anche in parte dell’Italia (Veneto, Friuli, ecc.). Si potrebbe lavorare per uscire dalla pura e semplice conservazione dell’esistente. In una società in profondo e continuo mutamento, si rischia di restare terribilmente indietro.