Attentato e sicurezza

Le auto della Misericordia distrutte

Le auto della Misericordia distrutte

Ignoti attentatori ieri notte hanno incendiato due auto della Misericordia parcheggiate davanti la sede, nel perimetro dell’ex ospedale. Nei paraggi è stata vergata su di un muro la scritta BASTA CIE. E’ ipotetico pensare che la scritta sia una sorta di rivendicazione. Che l’attentato sia quindi di natura politica e che possa presumibilmente riferirsi alla gestione da parte di Confraternite di alcuni Centri di Identificazioni ed Espulsione degli immigrati. Francamente non sapevo che le Misericordie gestissero queste strutture, da alcuni criticate, da altri odiate, in base ad un inaccettabile furore ideologico.

Il gesto si commenta da se, la riprovazione, lo sdegno e la condanna non può che essere totale, senza nessuna riserva. Assieme all’auspicio che i colpevoli siano subito presi ed assicurati alla giustizia. Detto ciò, una delle domande che dobbiamo porci è: perchè a Castel Bolognese?

Ieri sera nella sede del Consiglio comunale tutta la città si è stretta attorno ai volontari della Misericordia. Ha fatto molto bene il sindaco a convocare questo incontro da cui è emerso una città completamente unita nella condanna senz’appello dell’accaduto, nella solidarietà verso la Misericordia e nell’impegno a raccogliere i soldi per acquistare quanto prima le due auto bruciate. Ha avuto ragione don Gianni nel dire con molta forza che, se l’azione degli incendiari voleva sostenere concetti umanitari, colpendo la Misericordia di Castel Bolognese, hanno veramente sbagliato obbiettivo, rappresentando, la Confraternita, un punto veramente alto di umanità, di solidarietà, di ascolto e di aiuto per tutti. E per questo, benvoluta dalla città.

Ma torniamo al punto, perchè a Castel Bolognese? Difficile dire e le ragioni forse non sono singole. Una concausa può essere ” perchè qui è facile”. Una città facile da raggiungere, facile da fuggir via, i mezzi posti in un cortile comodamente accessibile almeno da quattro porte, una città scarsamente vigilata. E’ noto, e denunciato da tempo, che dall’una alle cinque del mattino a Castel Bolognese non è previsto di regola e con continuità nessun tipo di sorveglianza. In sostanza, in quel lungo lasso di tempo la città e completamente in mano ai ladri, ai vandali e ora anche agli attentatori.

Penso quindi che la spirale di reati che investe in modo crescente la nostra comunità abbia bisogno di una maggiore presenza da parte delle forze dell’ordine, a partire dalla Polizia e dai Carabinieri. Queste forze hanno dei comandanti, sopra di loro ci sta il Prefetto. Credo sia veramente giunto il momento di suggerire loro di guardare sotto una nuova luce la realtà di Castel Bolognese.

Naturalmente un contributo deve darlo la Polizia Municipale. Mi chiedo cosa si aspetti ancora a mettere assieme tutte le risorse disponibili in un unico corpo di Polizia Municipale comprensoriale, con un unico comandante (e non tre come attualmente), ad assumere (come ha fatto Lugo) un pò di agenti, a sburocratizzare il Corpo e a riorientare l’azione dei vigili in direzione del presidio del territorio e della vigilanza, compreso le fascie orarie maggiormente critiche?