Pentecostissima

Il carro del Mulino Scodellino con la ruota a cucchiaio (Foto Pietro Costa)

Il carro del Mulino Scodellino con la ruota a cucchiaio (Foto Pietro Costa)

Credo sia stata, la sagra di Pentecoste di quest’anno, una delle edizioni più belle e partecipate. Per due sere ho dato una mano alla cucina e vi garantisco di non avere mai visto un analogo frullo di gente. Tutta la città deve essere grata alla Pro Loco che la organizza, all’Amministrazione comunale che la sostiene, alla Parrocchia che la vive col giusto equilibrio. In particolare occorre ringraziare le centinaia di volontari che hanno lavorato per allestirla e per servirla.

Fra le tante iniziative promosse e situazioni create, mi piace ricordarne alcune che hanno sicuramente caratterizzato questa edizione della Sagra, contibuendo a decretarne il successo.

Il carro con il Mulino Scodellino e la copia della ruota a cucchiaio. Ci ha parlato dell’affetto di tanti cittadini verso questo manufatto storico,  ma anche di cultura, di tradizione, di storia e dell’italico ingegno valorizzato dagli uomini con le mani d’oro come “Pino”, il concittadino che ha costruito la ruota. Il gradimento manifestato darà sicuramente nuova forza per la sua completa ristrutturazione.

La cucina. E’ un tradizionale pezzo forte della sagra e anche quest’anno non si è smentita. Il mio voto è andato alla piadina. Liscia, oppure farcita con salsiccia, salame o braciola è una vera e propria leccornia. Inimitabile sapore romagnolo. Il gradimento di gran lunga maggiore è andato però ai cappelletti. Belli, gustosi, quasi inimitabili (anche se, al mio palato, con una puntina di noce in più).

La via Emilia. La significativa presenza di commercianti e artigiani castellani che hanno esposto i loro prodotti, ci hanno reso un’immagine della via Emilia diversa dal solito. Pochi cinesi con la loro chincaglieria (rispettabile), una presenza e uno spirito più legato alla città e alla manifestazione. Se questa presenza fosse il segno di un rinnovato protagonismo della categoria, avremmo una spinta decisiva per una città ancora più bella.

Si mangia in piedi. Spesso diversi cittadini hanno criticato il fatto che alla Pentecoste si mangi in piedi. Poi gli organizzatori (bravi) hanno pensato bene di stendere banconi dove poggiare il piatto e il bicchiere, sempre però restando rigorosamente in pedi. Debbo riconoscere che con tale accorgimento, questo modo, diciamo così, informale, di consumare cibo, ha riscosso un grande successo, soprattutto fra i giovani. Abbiamo così che la festa più vecchia è una delle più gradite ai giovani. Forse, quello che molti pensavano fosse un elemento di debolezza, in realtà pare sia un elemento di grande forza.

Il parco divertimenti. Quello pentecostano di Castel Bolognese è sicuramente uno dei più belli. Un’attrazione che accontenta i gusti dei bambini e dei più grandicelli. Uno dei segreti del successo del parco è determinato dal fatto che ogni anno viene inserita qualche novità. Qualche nuova giostra che appaga la naturale curiosità dei frequentatori. Ma l’elemento che lo rende veramente grande è la ruota panoramica, quella c’è da sempre e sempre allo stesso millimetrico posto. Non sale (quasi) nessuno, ma lei gira, gira sempre, con le sue luci colorate e intermittenti. Rappresenta l’altra faccia della medaglia delle novità, quasi a voler testimoniare come le cose migliori siano quelle che tengono insieme tradizione e novità. Il vero grande segreto del successo di questa festa popolare.