Volontari e Protezione civile

Sono stato prima volontario, poi assessore alla Protezione Civile. Ho lavorato con impegno perchè crescesse a Castel Bolognese un gruppo comunale di volontari che fosse a disposizione del Sindaco e dell’Ufficio Tecnico in caso di sciagure sempre alla portata di mano. Mi sono battuto perchè il nostro gruppo, lavorasse assieme a quello della Misericordia e che, assieme entrassero a far parte del coordinamento provinciale della Protezione Civile. Ho sostenuto l’idea che i nostri volontari dovessero partecipare alle iniziative di formazione per essere pronti anche varcare i confini del comune e della provincia per portare aiuto a chi ne avesse bisogno. Questo è avvenuto. Sia la formazione, che l’intervento in sciagure lontane, da ultimo la presenza e il lavoro in Abruzzo dopo il terremoto. Tutti sanno (o forse no), che una delle gambe che sostiene la Protezione Civile sia costituita dai volontari, così quanto sia delicato il rapporto con loro. Con persone che dedicano tempo e si espongono a pericoli, volontariamente e gratuitamente, per il bene comune. Oggi sono deluso.

Alla luce dei fatti di questi giorni, mi chiedo quale può essere lo stato d’animo dei volontari. Di quelle persone che mettono in gioco la propria vita (ricordate i pompieri volontari morti alle Twin Towers?) per sostenere l’azione di Protezione Civile. Avere appreso le ipotesi di un vasto sistema di corruttela a fianco della Protezione Civile e di una moralità non adamantina da parte del loro Capo supremo, ossia di quella persona che ha ricevuto lodi sperticate anche grazie all’azione dei volontari, non può avergli fatto bene. Sapere poi che il Governo stava architettando, non con leggi discusse in Parlamento, ma con decreti d’urgenza, per una gestione privata o privatistica della Protezione Civile, probabilmente crea loro ulteriori dubbi e disaffezione. Con le nefandezze che paiono venire alla luce in questi giorni, ciò che viene posto in discussione è il rapporto di fiducia con i cittadini, quindi il pilastro fondamentale su cui si regge il sistema di Protezione Civile in ogni paese. La funzione della Protezione Civile ha bisogno per sua natura di una fiducia senza condizioni da parte dei cittadini. La sue caratteristiche basilari debbono essere la trasparenza assoluta e l’efficienza. Altrimenti sono guai. Per questo bisogna fare piena luce sui problemi venuti alla luce, dimettere e perseguire le persone eventualmente colluse, stabilire un sistema di governo trasparente, controllabile, in mano pubblica.

Purtroppo questa storia, affiancata dall’evidenziazione (presi con i soldi in mano) di un sistema di ruberie senza fine, ci dice che forse non abbiamo ancora toccato il fondo. Alle persone oneste non resta che resistere, resistere, resistere.