Variante con qualche luce e molte ombre

La testa del corteo
La testa del corteo

La manifestazione unitaria di sabato, promossa da tutte le forze di maggioranza e opposizione che compongono il Consiglio comunale, ci ha detto che si è fatto un passo avanti. Ma i problemi sono ancora tanti. Vediamo un pò come siamo messi.

1. La programmazione unitaria dei comuni del faentino prevede la variante di Castello come tassello di un progetto più ampio che riguarda le infrastrutture al servizio di tutto il territorio.

2. Nulla osta dalla parte imolese.

3. La città di Castelbolognese sostiene unita l’opera.

4. Il comune ha fatto la sua parte redigendo a sue spese il progetto preliminare e lo screanning ambientale.

5. La Regione e la Provincia sono attivamente in campo con risorse per la rotonda, il casello autostradale Castelbolognese-Solarolo, i sottopassi ferroviari, la quarta corsia autostradale fino all’intersezione con Ravenna e hanno dichiarato il loro sostegno convinto per la variante castellana.

6. Interessati dai loro rappresentanti locali, si stanno muovendo gli uomini dei partiti di governo e dei ministeri competenti: Castelli, Pini, Petri, Ridolfi, Matteoli. Si è interessato il presidente Fini, coinvolto dal Comitato. Continua il suo storico impegno Albonetti.

Se questo è il quadro, in concreto che tempi possiamo ipotizzare? Albonetti (Pd) ci dice che l’Anas ha promesso di inserire l’opera nei piani del 2012. Dice che è un impegno a parole e, se tutto va bene, prevede 7-8 anni per vedere realizzata l’opera. Petri (PdL) parla di un incontro nei prossimi giorni fra Stato, Anas e Regione per “finanziare il progetto esecutivo” (notizia RdC del 29.11.09). Diciotto mesi per il progetto, poi “la speranza di inserirlo, con Matteoli, nel progetto della legge obiettivo“. Da qui, ventiquattro mesi per l’inizio lavori. Petri quindi spera che i lavori possano iniziare fra 3 anni e mezzo. Si annuncia poi per dicembre una visita di Castelli (Lega) che già si è mosso e che dovrebbe dirci come lui vede la questione. Quindi, al momento abbiamo da un lato l’ipotesi che l’opera possa essere terminata fra 8 anni, dall’altro l’ipotesi di inzio lavori fra 3 anni e mezzo. Le versioni non collimano, ma il problema non è questo. Il problema vero è che si tratta di promesse (è già qualcosa, prima non c’erano nemmeno queste) come, correttamente,  i politici non nascondono. Perchè queste promesse si concretizzino bisogna lavorare con sagacia e soprattutto con costanza. Occorre lavorare con continuità e dinamismo, direi quasi ossessivi, per sciogliere i vari nodi e rendere scorrevole l’ordito. Oserei dire che sarebbe necessario un assessore alla variante, ossia un amministratore che, a diretto contatto col Sindaco, si occupasse solo di questo problema.

Concludo questa breve riflessione con due annotazioni. La prima è di soddisfazione per l’unità che si è realizzata fra tutte le forze politiche, che nella sostanza vuol dire l’unità della città. Nel periodo in cui sono stato in Consiglio comunale, mi sono sempre battuto, assieme a tutto il gruppo, per questo obiettivo che ora vedo realizzato e quindi sono contento. La seconda invece è di preoccupazione. Alla manifestazione di sabato scorso erano presenti non più di 200 persone, compreso le tante, tante forze dell’ordine (che vanno ringraziate per il servizio che svolgono, ma che a un certo punto hanno deviato il traffico, isolando di fatto la manifestazione). Considerato il fatto che si era mosso il comune e tutti i partiti, mi aspettavo una presenza molto più nutrita. Bisogna dire allora che sono ancora troppi i castellani che guardano a questo problema da dietro la vetrina, dalla porta socchiusa, dallo spiraglio della finestra. O che proprio se ne fregano. Bisogna riflettere sulla ragione di tutto ciò. Bisogna parlarne apertamente nelle varie sedi. Perchè i castellani in genere, non si impegnano per la soluzione di un problema che, certamente, vogliono che sia risolto? Dipende dall’assuefazione indotta dal pesante clima politico che si respira nella nazione? C’è un eccesso di delega? Si pensa che ancora una volta siano tutte chicchiere? Non so quale sia la ragione di questa apatia. Di certo penso che sarebbe necessario un sussulto.

Ps – E i sindacati cosa dicono? Da ex sindacalista sono molto sorpreso dalla totale assenza di un benchè minimo gesto su questo problema da parte delle confederazioni sindacali. Mi chiedo dove è andata a finire quella che una voltà si chiamava confederalità.