Nata l’associazione Amici del mulino Scodellino

Scodellino1E’ nata l’associazione Amici del Mulino Scodellino. Si è presentata i giorni scorsi, avanzando idee e propositi interessanti. Intendono stimolare l’Amministrazione comunale verso l’azione di salvataggio e di restauro del manufatto e promuovere iniziative volte a sviluppare le fasi evocative legate alla memoria, al paesaggio e alla funzione storico-sociale del mulino.

L’Associazione si propone anche di stimolare la nascita di una rete regionale dei mulini più vecchi, percorsi didattici verso gli alunni e un’evocazione del significato avuto dal pane per le popolazioni locali. Al termine della presentazione è stata lanciata l’idea di un restauro partecipato. Si pensa al coinvolgimento di competenze tecniche presenti nel territorio e disponibili a collaborare.

E’ bello che tanti cittadini castellani si occupino del patrimonio storico della loro città. Non bisogna però sottacere quanto complessa sia quest’operazione. S’ipotizzano costi molto elevati, quasi due milioni d’euro. Al momento sono disponibili 350 mila euro che servono appena per la messa in sicurezza del manufatto. Non va poi nascosto il fatto che altri cittadini pensano che quei soldi forse sarebbe meglio spenderli in altre direzioni. Tutto ciò lascia intendere che forse sarebbe utile coinvolgere nella doverosa azione di recupero del mulino i privati. Sapendo che nella misura in cui i privati sono coinvolti chiederanno un ritorno. Ecco quindi come, allora, non serva soltanto il progetto per il recupero conservativo del monumento, ma occorrano anche idee su come quel patrimonio possa essere sfruttato.

Sul piano storico, culturale e ambientale, questo restauro è facile vederlo come parte di un disegno più complessivo di valorizzazione del canale dei mulini, almeno nel tratto che va dalla steccaia leonardesca al mulino stesso, coinvolgendo il parco fluviale. Per quanto riguarda invece la valenza economia del progetto, si potrebbe pensare alla possibilità di sfruttare l’area prospiciente al mulino e valutare se il manufatto, una volta reso al suo antico splendore, possa, ad esempio, assumere una funzione di vetrina, di rappresentanza e altro per chi volesse investirvi denaro.