Valle di Comacchio in bici

Ambiente, natura, bici, valle. Chi si trova in vacanza nei lidi ravennati e ferraresi e dispone di una bike dovrebbe percorrere le Valli di Comacchio e le zone umide che la contornano. Ad esempio, se, come noi sabato scorso, siete a Porto Corsini e avete voglia di andare in bici, un’agevole pista ciclopedonale vi porta a Casal Borsetti. Proseguendo in direzione nord, dopo avere attraversato il canale, arrivate alla foce del Reno (poligono militare) da dove un lungo rettilineo in mezzo alla campagna vi conduce al ponte della Romea, il ponte del passo di Primaro (km 13).

Dopo averlo superato,  a sinistra uno stradello vi porta all’antica trattoria e all’inizio del percorso sulla riva sinistra del fiume Reno. La carraia è ghiaiata, l’ambiente è subito bello. Da un lato il fiume Reno con i caratteristici padelloni, dall’altro lato le zone umide che segnano il lato sud delle valli di Comacchio.

L’area è un vero e proprio paradiso per centinaia di specie animali di valle, in particolare per gli uccelli (portatevi un binocolo). Piccoli sentieri fra le radure, i canneti e le zone boschive portano a capanni da dove potere ammirare da vicino ciò che vi circonda. Garzette, pivieri, cormorani, aironi e, sabato, anche alcune centinaia di fenicotteri rosa, sono le poche specie che abbiamo saputo identificare fra le diverse decine viste.

Dopo qualche chilometro incontrate una vecchia casa e due lapidi. Una ricorda che il 5 Agosto 1849 in quella casa trovò riparo, Giuseppe Garibaldi in fuga da Roma, inseguito dalle truppe papaline e protetto dalla “trafila” dei patrioti romagnoli. L’altra lapide ricorda che quella è stata zona di operazioni della 28ma Brigata partigiana Garibaldi.

Quando arrivate a Bosco Forte, così viene chiamata una delle lingue di terra che si inoltra in valle, siete all’altezza di Sant’Alberto (km 24). Qui avete tre possibilità. Potete proseguire lungo l’argine da dove, dopo otto chilometri, si arriva al ponte di Madonna del Bosco nei pressi di Anita. Come seconda variante potete proseguire lungo la strada asfaltata fino alla provinciale della valle; si procede verso Comacchio fino alle idrovore, poco prima di Spina, dove sulla destra un sentiero segnalato e percorribile anche in bike, si inoltra lungo una stretta lingua di terra in valle, per altri sei  magnifici chilometri a contatto con la natura. Come terza possibilità potete attraversare il fiume sul piccolo traghetto e andare a Sant’Alberto. Da qui tornerete, lungo la strada che costeggia il canale Destra Reno, verso Mandriole. Al primo ponte si può passare sulla riva di destra, con assenza di traffico. Giunti alla Romea si prosegue lungo la stessa riva fino a Casal Borsetti, poi a destra per tornare a Porto Corsini (km 46, senza le allungatoie).

Questo magnifico ambiente fa parte del Parco del delta del Pò. Esistono quindi regole che vanno rispettate. Per le visite a più diretto contatto con la natura ci sono periodi e orari di cui tenere conto, che quindi occorre conoscere. In qualche visita particolare bisogna essere accompagnati dalle guardie del Parco. Consiglio quindi, prima di partire, di consultare i siti disponibili (www.parcodeltapo.it).