Castel Bolognese, recupero centro storico (8)

Comparto 6: Portici sulla via Emilia – Chiesa di Santa Maria da adibire a Museo dello scultore A. Biancini.

Una caratteristica di Castel Bolognese sono i portici situati sulla via Emilia ed anche sulle strade a monte di essa. Molti portici sono purtroppo andati perduti durante la guerra. I portici esistenti sono sia vecchi che nuovi; quelli vecchi sono prevalentemente bassi, i nuovi sono per lo più alti; le colonne e gli archi sono di varie forme. Una caratteristica dei portici era la pavimentazione fatta con selci che, in alcuni tratti, ancora appare, nonostante che in molte parti sia stata coperta da pavimentazioni male inserite nel contesto; peraltro le pavimentazioni nuove sono state quasi sempre realizzate a una quota superiore di trenta, quaranta centimetri rispetto a quelle originarie, creando dislivelli sgradevoli e che mostrano, insieme con i tipi di pavimentazione scelte, il totale disinteresse per questi manufatti che invece rappresentano un momento di caratterizzazione del paese.

Il primo nucleo della chiesa di Santa Maria della Misericordia fu eretto alla fine del 1300 dalla omonima, il cui scopo principale era quello di assistere i malati nell’attiguo ospedale. Nei secoli successivi la chiesa fu più volte ampliata e rimaneggiata. Le opere che portarono la chiesa alla attuale struttura furono eseguite in tempi diversi, ma vicini. Nel 1751 iniziarono i lavori della Cappella Maggiore, su disegno dell’architetto Ottavio Toselli di Bologna. Nel 1772 iniziarono i lavori, poi terminati nell’anno successivo, di ricostruzione del corpo della chiesa, su disegno dell’architetto Cosimo Morelli di Imola. L’opera risulta uno dei più bei lavori del Morelli; magnifica la cupola, ancora visibile nella sua originaria struttura. La chiesa aveva un campanile, modificato negli anni 1772-1773 per renderlo armonico con lo stile della chiesa; fu demolito nel periodo della sosta del fronte sul Senio, per eventi bellici.

La chiesa di Santa Maria e la saletta espositiva adiacente sono attualmente sottoutilizzate; sarebbe una soluzione ideale, sia per la posizione rispetto al centro del paese, sia per l’importanza della Chiesa, destinare questi ambienti a museo. I porticati sono una caratteristica peculiare del centro storico di Castel Bolognese, ma purtroppo l’incuria e la mancanza di un regolamento organico per il controllo degli interventi hanno causato alcuni danni. Gli interventi, estesi anche alle pavimentazioni, hanno contribuito ad aggravare la situazione, ma fortunatamente numerose pavimentazioni in acciottolato non sono state oggetto di intervento, ma necessitano comunque di restauri urgenti. Occorre eseguire al più presto uno studio che arrivi a redigere un regolamento organico al quale si dovranno assogettare coloro che desiderano intervenire nel tratto di porticato di loro proprietà. (fine)