Castel Bolognese, recupero centro storico (3)

Comparto 1: piazza Bernardi, piazza Fanti, chiostro del comune, via Gottarelli, piazza Borghi, via Rondanini.

(rammento che sto pubblicando a puntate, per l’attualità che a me pare rivesta, una sintesi della relazione e dei comparti del Piano di recupero del Centro storico, approvato nel 1997 dal Consiglio comunale, così come apparve allora nel periodico dell’Amministrazione comunale)-

… “La vera e propria piazza del paese è unanimemente considerata quella prospiciente palazzo Mengoni (la sede del comune-ndr) che dovrà però essere opportunamente caratterizzata. La chiusura pedonale della piazza ha finalmente riconsegnato tale luogo ai suoi cittadini; è stato eliminato il parcheggio e sono state realizzate delle fioriere in cemento con funzione di spartitraffico. L’attuale arredo urbano di piazza Bernardi, con la sua scarna e trascurata pavimentazione, incute malinconia; chiunque si accorge che in realtà essa ha tutte le caratteristiche di un parcheggio abbandonato più che di una piazza. Per la sua valorizzazione si propone di eliminare tutti i dislivelli col cortile del comune (chiostro – ndr) che verrà integrato come propaggine della piazza principale.

Nell’inverno del 1994 è stata allestita nella piazza e nella chiesa di S.Francesco la mostra dello scultore castellano Angelo Biancini; a questo proposito occorre sottolineare il successo che ha avuto questa esposizione che è servita sopratutto a indurre la comunità a riflettere sul fatto che essere orgogliosi dei successi dei propri concittadini porta lustro e onore a tutti. L’area recintata in fregio alla chiesa di San Francesco potrà essere attrezzata come spazio verde con panchine e fontanella. In piazza Fanti viene individuata la sede della vecchia fontana in pietra, ora sotto il livello stradale, e che si potrebbe ripristinare. Nella planimetria di progetto vengono individuati, sia in piazza Fanti che in piazza Bernardi, i siti ove in passato sorgevano la Chiesa del Suffragio, il Palazzo dei Trefogli, o altre emergenze del passato come la Torre e il ponte che costituiva l’accesso all’antico castello, e che ora si trova, ancora integro, sotto la pavimentazione della piazza.

Nella fase attuativa del progetto esecutivo il progettista del nuovo arredo dovrà tenere conto di codeste perimetrazioni al fine di elaborare un progetto che recuperi la memoria storica di queste importanti emergenze architettoniche, anche solo evidenziandole nella nuova pavimentazione. Per la piazza centrale nella fase esecutiva dovrà essere fatto uno studio per illuminarla con lampade che creino un effetto scenografico con zone d’ombra e facciate degli edifici illuminate, mentre nelle altre vie con impianti da terra o a braccio sempre in ghisa.

Essendo state già pedonalizzate, per via Gottarelli e per via Rondanini si prevede il recupero della vecchia pavimentazione in ciottoli di fiume con camminamneti in pietra. Nello studio delle pavimentazioni verranno tenuti in considerazione i seguenti materiali: blocchetti di pietra di vari formati, ciottoli di fiume recuperati sotto l’attuale asfalto intercalati con lastre di pietra, mattonelle di cotto fatte a mano, tavelle di cotto rustico fatte a mano. Gli spazi pedonali verranno delimitati con dissuasori in pietra, verranno inserite apposite panchine e portabiciclette, sarà riordinata la segnaletica e le insegne pubblicitarie, dovrà essere stabilito il posizionamento, in opportune bacheche, di manifesti e altri avvisi stradali. Il cortile di palazzo Mengoni sarà pavimentato in pietra e ciottolato intercalato da tavelle in cotto a mano negli spazi coperti, mentre verranno eliminate tutte le guide in travertino all’esterno e sostituite da ciottolato… (segue)