Primo maggio a Torino

Questa volta Bobo ha sbagliato nel preconizzare, sull’Unità, un 1° maggio per pochissimi. A Torino eravamo in tantissimi. Diverse decine di migliaia di persone hanno sfilato fra due ali di folla plaudente e sostenitrice.

Una manifestazione bella, forte, partecipata con al centro il lavoro. Il lavoro che c’è, il lavoro che manca,  il lavoro precario, part-time, mal retribuito, che uccide, ma che serve per la dignità, la libertà, il benessere delle persone. O anche solo per vivere.

In testa al corteo le istitutuzioni con le loro bande musicali, i gonfaloni, i sindaci e i presidenti. Poi l’Anpi, i più applauditi, e questo deve fare riflettere. A seguire i sindacati, finalmente uniti, con la rappresentazione scenica di tutti i problemi odierni del mondo del lavoro. Con tanti giovani e lavoratori stranieri.

Dietro ai sindacati confederali l’Acli, il nucleo più giovane del corteo, con belle parole di giustizia sociale. Poi partiti della sinistra con la rappresentazione plastica della loro divisione. In testa i dipietristi, un blocco unico con tantissime bandiere, sembrava la parata di un battaglione. Dietro tanti del Pd, poi Rifondazione, la Sinistra unita, i Verdi. E ancora i movimenti, belli, colorati, giovani, gioiosi e creativi. Infine i Comunisti Combattenti con le vecchie parole d’ordine di quaranta anni fa contro l’imperialismo, per il comunismo (si, quelle categorie lì). La cosa che più mi ha stupito di questo gruppo è stato il loro look, pressochè tutti in camicia e cravatta, molti col vestito nero. Mah.
In sostanza, un 1° Maggio con tanta partecipazione, un clima positivo e ben augurante, ma ancora tante contraddizioni da queste parti.
Ps – Ho visto Cofferati e salutato Chiamparino. Ultimamente ho visitato Bologna e in questi giorni Torino, credo siani stati due bravi sindaci.